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Lo scultore sceglie il blocco nelle cave di Coreno Ausonio 10 agosto '99
L'On. Tullio Grimaldi presenzia all'avvio dell'Opera
Festa della Rinascita '99 12 agosto '99
Primo abbozzo dell'Opera 20 agosto '99
Iprimi colpi di scalpello 15 agosto '99
Il lavoro dello scultore Raffaele Mollo
L'On. Marco Rizzo, il Sindaco di Formia dott. Sandro Bartolomeo
sono intervenuti durante le prime fasi della realizzazione dell'Opera
20 agosto '99
Vista frontale 20 novembre 1999
Profilo 20 novembre 1999
20 gennaio 2000 nel nuovo millennio ancora al lavoro
Raffaele Mollo – Il Monumento a
Antonio Gramsci
Qualche nota di critica in fase di avanzata realizzazione
dell’opera
Realizzato in pietra del bacino
marmifero di Coreno Ausonia, marmo notoriamente compatto, granitico e di
estrema durezza, il monumento a Gramsci rappresenta una delle opere più
impegnative dell’artista che mancando dei riferimenti tridimensionali delle
fattezze del volto ha dovuto compiere, dapprima, uno studio approfondito
sulla proiezione spaziale del cranio e de prognato, dalle uniche foto che
ritraggono il pensatore solo di fronte .
Il raccordo armonico tra i vari piani del
volto veniva ,via via ,ad essere più difficoltoso in quanto legato
all’esigenza della somiglianza fotografica , così come Gramsci è
universalmente riconosciuto.
La sfida continua ed ardua tra il monolìto
che imprigionava in se quel volto che solo l’artista poteva vedere attraverso
quelle pareti piatte ed ostiche che chiunque avrebbero intimorito per la
loro enormità e pesantezza .
Esalta la vittoria dell’uomo
sulla materia che, ormai resa duttile, si è lasciata , arrendevolmente,
trasformare da fredda pietra in vive ed austere fattezze.
L’opera si compie, quindi,
secondo i canoni classici della scultura: l’artista armato di scalpelli
e mazzuolo aggredisce e libera con precisione chirurgica quelle forme che
la materia cela in se, piegandola così al suo volere; è in
sostanza l’eterna sfida tra l’uomo e tutto ciò che lo sovrasta,
ma che una volta raccolta , senza timore, non può che vederlo vittorioso
.
L’artista, nella realizzazione dell’opera
, commissionatagli, non è ricorso, volutamente, al simbolismo, in
quanto questo, dominio di pochi intellettuali, avrebbe sminuito il pensiero
di Gramsci che si rivolgeva alla classe operaia con il linguaggio semplice
ma incisivo e, soprattutto, perché il suo volto è esso stesso
per tutti, anche per i suoi denigratori e carcerieri, simbolo del libero
pensiero avulso da compromessi.
Formia 10 febbraio 2000